Verso un Piano Nazionale delle Autostazioni, perché a tutti i passeggeri sia garantita pari dignità

28/05/2026

Verso un Piano Nazionale delle Autostazioni, perché a tutti i passeggeri sia garantita pari dignità

FlixBus inaugura il tavolo di lavoro per valorizzare l’infrastruttura in Italia: accessibilità, sicurezza e servizi alla persona al centro del dibattito

 

Roma, 28 maggio 2026 – Si è tenuto lunedì a Roma il tavolo di lavoro promosso da FlixBus per discutere del futuro delle autostazioni italiane, un’infrastruttura tanto essenziale quanto poco valorizzata.

Nel decennio successivo alla liberalizzazione del mercato in Italia, il settore della lunga percorrenza è cresciuto sensibilmente: secondo le stime di ANAV, il volume dei servizi è più che raddoppiato (+135%) tra il 2013 e il 2025, e oltre 150 milioni di persone hanno usato l’autobus di lungo raggio nello stesso periodo. La sola FlixBus ha trasportato oltre 50 milioni di persone nel Paese nei primi 10 anni di attività.

D’altronde, sono milioni le persone che in Italia dipendono dalla mobilità con autobus, per motivi economici o perché risiedono in aree non collegate dalla ferrovia.[1] 

Soprattutto in questi luoghi, l’autobus rappresenta l’unica alternativa al mezzo privato e quindi un importante presidio di sostenibilità, sia ambientale – per la possibilità di ridurre dell’84% le emissioni di CO2 su base individuale[2]sia sociale, in quanto tutela il diritto alla mobilità dei residenti e può agire da volano di sviluppo per le economie locali, richiamando nuovi visitatori sul territorio.

Tuttavia, a questa rilevanza non corrisponde un’adeguata infrastruttura, come fa notare Cesare Neglia, Vice President Europe West di Flix e Managing Director di FlixBus Italia: «Spesso chi si sposta in autobus in Italia si sente un passeggero di serie B. Mentre le grandi stazioni ferroviarie e gli aeroporti sono presidiati e dotati di servizi efficienti, le autostazioni versano in condizioni di degrado. Per questo ci siamo fatti promotori di questo tavolo di confronto: l’obiettivo è mettere attorno allo stesso tavolo tutti gli attori coinvolti e trasformare il dialogo in azioni concrete, capaci di migliorare davvero la qualità delle autostazioni in Italia e garantire dignità, sicurezza e servizi adeguati a tutti i viaggiatori, indipendentemente dal luogo di partenza o dalle proprie possibilità economiche.»

A questo scopo, FlixBus punta alla redazione, entro l’anno, di un Piano Nazionale per le Autostazioni, corredato da un Manifesto che definisca priorità condivise e linee di intervento concrete.

Oltre a FlixBus, che ha offerto il suo punto di vista di operatore, hanno partecipato al tavolo esponenti della Camera e del Ministero dei Trasporti, dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART), dell'associazione di categoria ANAV, dell’Unione Nazionale dei Consumatori (UNC) e di ANCI. Al termine della discussione, i partecipanti hanno visitato l'autostazione Tibus, esempio virtuoso di intermodalità.

 

Accessibilità, sicurezza, servizi alla persona: le priorità condivise

Il tema dell’accessibilità è stato il primo dibattuto: delle 54 autostazioni in Italia, solo nove sono “designate”, cioè autostazioni in cui è fornita assistenza alle persone con disabilità o a mobilità ridotta.[3] «Le autostazioni rappresentano la porta di accesso alle città e devono esserlo per tutti: persone anziane, persone con disabilità, passeggeri con ridotta mobilità, turisti, utenti non digitalizzati o comunque più fragili. Un trasporto realmente inclusivo non può prescindere da infrastrutture accessibili, servizi chiari e strumenti di assistenza effettivi. In questo quadro, il presidio umano resta fondamentale: non tutto può essere demandato alla tecnologia, perché molti passeggeri hanno bisogno di orientamento, rassicurazione e risposte immediate,» ha detto Ivana Russo, Responsabile UNC Lazio.

Un secondo aspetto critico è la mancanza di un presidio di sicurezza continuativo. Anche laddove il contesto non sia fortemente degradato, le condizioni dell’infrastruttura – ad esempio, la qualità dell’illuminazione – possono determinare una scarsa sicurezza percepita. Fra le altre cose, è stato messo a tema l’impiego della tecnologia, come nel caso degli impianti di videosorveglianza. «Nel dibattito sulle autostazioni, il tema della sicurezza – reale come percepita – è assolutamente prioritario. In questo, il presenziamento, garantito nella gran parte delle stazioni europee ma non in Italia, è un elemento centrale sui cui investire con un approccio congiunto e una programmazione adeguata degli interventi,» ha detto Marco Marmotti, dell’Ufficio Regolazione Economica dei Servizi di Mobilità dell’ART.

Dal confronto con stazioni ferroviarie e aeroporti, le autostazioni italiane escono perdenti anche sotto il profilo dei servizi. Secondo i dati ANAV, In Italia solo 14 autostazioni dispongono di tutti e tre i servizi ritenuti basilari – sala d’attesa, servizi igienici e di ristorazione –, mentre sono 29 quelle che ne offrono almeno due. È chiara, a tal proposito, la posizione di Nicola Biscotti, presidente di ANAV: «La qualità dell’infrastruttura è un fattore decisivo non solo per chi viaggia, ma anche per i vettori che in Italia suppliscono all’assenza di una rete ferroviaria capillare, garantendo la necessaria intermodalità del sistema dei trasporti. Tuttavia, per la riqualificazione, ampliamento e realizzazione di nuove autostazioni il PNRR prevede zero risorse: è cruciale che la politica prenda atto della centralità dei viaggi su gomma per il Paese, rivedendo le sue priorità di conseguenza. Proprio per questo, nelle prossime settimane, ANAV e Confindustria presenteranno una proposta di legge quadro dedicata al rilancio e alla regolamentazione delle autostazioni.»

Ha aggiunto Giada Maio, Responsabile Ufficio Transizione Energetica, Qualità dell’Aria e Clima, Mobilità sostenibile e Trasporto Pubblico Locale di ANCI: «L’infrastruttura è parte centrale dell’esperienza di viaggio, e la sua cura e manutenzione è un investimento strategico per la soddisfazione e la sicurezza di chi la attraversa. Lo spazio urbano è una risorsa scarsa per i Comuni, che devono poter valorizzare con servizi adeguati. Garantire un presidio umano consente alle comunità — dei passeggeri come dei residenti — di viverli e renderli sicuri. Serve una pianificazione organica, e i Comuni devono essere messi nelle condizioni di poterlo fare, con risorse e dati sui flussi e la domanda di mobilità: solo così possono svolgere un ruolo centrale in questo processo.»

Considerazioni, queste, recepite dalle istituzioni. L’On. Andrea Casu, della Commissione IX Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati, ha affermato: «Gli ultimi dati Eurostat certificano che in Italia il 68% delle persone non utilizza mai i trasporti pubblici. In un contesto come questo, e in un momento in cui è urgente uno shift modale dal trasporto privato a quello collettivo, c’è bisogno di tavoli di confronto come questo e di uno sforzo comune di tutti i soggetti che possono contribuire insieme a garantire stazioni e autostazioni efficienti, sicure e accessibili su tutto il territorio nazionale

Ha salutato favorevolmente l’iniziativa anche Paolo Jori, Direttore della Divisione 6 Autotrasporto Persone del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha sottolineato come il trasporto di linea sia un diritto fondamentale delle persone e come lo Stato abbia interesse a sostenere il settore per garantirne la tutela. Per Jori, le autostazioni possono essere uno strumento per conseguire l’effettività di tale diritto, ma vanno concepite come hub intermodali sicuri e accessibili, non come cattedrali nel deserto: a tale scopo, è importante indire tavoli interdisciplinari capaci di far dialogare tutte le parti e, in particolare, tavoli interistituzionali permanenti che coinvolgano le diverse istituzioni pubbliche competenti.

 

La costruzione di autostazioni migliori come pratica partecipativa: FlixBus coinvolge i passeggeri

Il dibattito per il miglioramento dell’infrastruttura non può prescindere dalla prospettiva di chi quell’infrastruttura la utilizza e la vive direttamente. 

Per questo, FlixBus ha messo a disposizione un questionario pubblico in cui i passeggeri possono farsi promotori attivi di questo cambiamento, fornendo il loro punto di vista su temi come la sicurezza e i servizi disponibili nelle autostazioni. Il dibattito trascende così il piano strettamente istituzionale per diventare un’esperienza partecipativa e allargata alla comunità dei viaggiatori italiani.

 

A proposito di FlixBus 

FlixBus è il servizio su gomma del gruppo Flix, che mira a trasformare l’industria del trasporto collettivo con soluzioni di viaggio a lunga percorrenza sostenibili e per tutte le tasche in autobus e in treno, operando in più di 40 Paesi in cinque continenti con i marchi FlixBus, FlixTrain, Kamil Koç e Greyhound. Con il suo modello di business asset-light e la sua innovativa infrastruttura tecnologica, Flix, lanciata nel 2013, ha rapidamente conquistato una posizione di leadership nel mercato dei viaggi in autobus a lunga percorrenza in Europa, Nord America e Turchia, espandendosi anche in Sud America e nella regione Asia Pacifico.

Spinta da un approccio pionieristico alla mobilità sostenibile, Flix ha stabilito obiettivi di riduzione delle emissioni a breve termine con l'iniziativa Science Based Targets (SBTi). Ad aprile 2024, SBTi ha convalidato tali obiettivi, riconoscendo che la strategia di Flix è in linea con gli obiettivi globali per la protezione del clima.

Mentre il team Flix si occupa della pianificazione della rete, delle strategie di prezzo, della gestione delle operazioni, del marketing, delle vendite, del controllo qualità e del business development con un approccio data-driven, ai partner è affidato il servizio operativo quotidiano. L'innovativo connubio fra le competenze tecnologiche di Flix e il tradizionale settore del trasporto passeggeri su gomma e rotaia ha trasformato una start-up europea in una società travel tech leader a livello globale in espansione.

Per maggiori informazioni: www.flixbus.it


 

[1] TRASPOL (Politecnico di Milano), Il mercato di lunga percorrenza in Italia nel decennio post-liberalizzazione (2014-2024), p. 17

[2] Per un confronto tra i fattori di emissione delle diverse modalità di trasporto: Flix’s Avoided emissions reporting criteria 2025, pp. 8-9.

[3] ANAV, Trasporto di linea a lungo raggio e autostazioni: il contesto e leve di sviluppo dell’intermodalità, p. 28