I Quartieri Spagnoli di Napoli: tra storia e ottima cucina

I Quartieri Spagnoli di Napoli

I Quartieri Spagnoli sono praticamente un’istituzione della città partenopea: con le loro stradine colorate e la miriade di teli stesi ad asciugare sono sicuramente una delle zone più caratteristiche. Se pensi di passare qualche giorno a Napoli, o anche una sola giornata, non puoi di certo perderti questa tappa.

Perché si chiamano Quartieri Spagnoli di Napoli? Si chiamano quartieri, e non quartiere spagnolo, perché ospitavano le truppe spagnole: erano più “accampamenti” che divennero poi una zona unica in cui risiedevano i soldati.  Dove si trovano? Situati nel cuore di Napoli, i Quartieri Spagnoli sono in un’area molto centrale della città. Sono raggiungibili anche con la metro: basta prendere la Linea 2 con fermata alla Stazione di Montesanto, o la Linea 1 e scendere alla fermata Toledo. Sono infatti molto vicini alle strade più turistiche della città, come ad esempio via Toledo, la strada degli stilisti di alta moda; da lì si possono anche raggiungere attrazioni uniche come la Napoli sotterranea.

Visitare i Quartieri Spagnoli

Cosa vedere nei Quartieri Spagnoli di Napoli? Beh, puoi iniziare con il mercato della Pignasecca, che prende il nome da una curiosa circostanza: gli orti di quella zona furono spianati per costruire l’attuale Via Toledo, alle spalle del mercato; rimase però un unico pino, pieno di nidi di gazze. Le gazze si divertivano a rubare ogni oggetto prezioso che potessero sottrarre agli abitanti: questi ultimi, stufi dei continui furti, scacciarono le gazze e lasciarono il pino ad appassire, da cui il nome di Pignasecca. Questo mercato ha moltissime pescherie e friggitorie, in cui acquistare pesce fresco o la classica frittura mista napoletana, ma si trovano anche banchi di frutta freschissima o di abbigliamento a prezzi irrisori.

Se preferisci una tranquilla passeggiata tra i vicoli chiassosi, potresti andare a caccia dei murales dei Quartieri Spagnoli di Napoli: dipinti sui palazzi, troverai volti celebri come quello di Sofia Loren, Totò e Bud Spencer, o dell’amatissimo Maradona. C’è poi il progetto dei due giovani artisti Cyop e Kaf, Quore spinato, che ha come obiettivo quello di dipingere le loro opere inquiete sulle pareti di tutta Napoli. Munisciti di mappa, alza lo sguardo, e inizia a esplorare i vicoli dei Quartieri Spagnoli!

Se invece sei in vena di fare un po’ di movimento, puoi percorrere l’antica Pedamentina, un sistema di salite e discese costruito nel XIV secolo che collega il centro alle zone più alte della città, cioè la Certosa di San Martino e Castel Sant’Elmo. 

La storia dei Quartieri Spagnoli

Per volere del viceré spagnolo Pedro de Toledo, questa zona fu adibita ad alloggio per le truppe spagnole, un po’ per garantire ai militari un alloggio stabile, un po’ per controllare la popolazione e sedare eventuali rivolte. Purtroppo, per i soldati venivano offerte varie opportunità di “svago”, tra cui osterie e case per la prostituzione, che portarono a un drastico aumento della criminalità, e in tempi più moderni di fenomeni mafiosi. 

Una volta ripartiti i soldati, gli alloggi vennero occupati da lavoratori migrati dai paesi vicini, in particolare artigiani e manovali. La presenza di Via Toledo, che ospitava importanti uffici finanziari, servì a risollevare il nome dei Quartieri Spagnoli, visto che impiegati e proprietari iniziarono a risiedere proprio lì.

Ad oggi, i Quartieri Spagnoli rimangono un’area della città che presenta alcuni problemi, tra cui il sovraffollamento, ma davvero molto più aperta al turismo!

Quartieri Spagnoli: dove mangiare?

Se cerchi una pizzeria o una trattoria nei Quartieri Spagnoli di Napoli, la scelta è davvero ampia. Tra i luoghi più consigliati c’è la pizzeria N'Tretella, costruita all’interno di un’antica segheria, di cui è rimasto tutto l’arredamento originario: potrete quindi gustare una pizza fritta o una classica margherita circondati da vecchi utensili e pareti di tufo. 

Sempre per assaporare un’ottima pizza fritta, puoi provare Pizze Fritte da Fernanda: un fritto leggero, un ripieno abbondante e soprattutto la signora Fernanda, che ti accoglie nel minuscolo locale tra un corno portafortuna appeso allo stesso chiodo del calendario e un santino di Padre Pio. Una tappa obbligatoria, anche solo per supportare un piccolo business. 

Se invece preferisci un menù più ampio (o se hai mangiato solo pizza per i precedenti tre giorni), puoi scegliere una tra le strette trattorie nascoste nei vicoli. Il ristorante Nennella nei Quartieri Spagnoli di Napoli, situato in una parallela di Via Toledo, offre un ambiente folkloristico unico: i camerieri urlano gli ordini da una parte all’altra del locale, il proprietario intrattiene i clienti con storie e canzoni, la cucina è abbondante. Insomma, è un po’ come stare a casa della nonna. L’unica differenza (forse) con tua nonna è che Nennella è anche detta “la Parolaccia”, come l’omonimo ristorante romano, e il servizio è quindi volutamente volgare. È il luogo perfetto per fare baldoria, ma non bisogna offendersi se i camerieri rispondono a tono!

Un’altra trattoria-ristorante molto conosciuta è l’Antica Capri: una cucina rustica, un’atmosfera familiare e un menù ricco di piatti di pesce. Qui puoi anche provare la pasta e fagioli alla pescatora, un piatto povero che accompagna Napoli da secoli. 

Nel caso in cui invece ti mancasse il clima di Milano e fossi a caccia di un buon risotto, nei Quartieri Spagnoli c’è una risotteria molto conosciuta, Valù, che offre quattro o cinque risotti diversi, più un assortimento di carni alla griglia. Tra i punti di forza ci sono sicuramente la cordialità del personale e l’ottima qualità di cibo e vini. 
Se avrai voglia di un dolce a fine serata, e magari anche di fare due passi di notte tra i vicoli illuminati, potrai allungare fino alla pasticceria Fiori nei Quartieri Spagnoli, e concludere la serata con un cornetto caldo.